36° CONGRESSO
NAZIONALE SICT

4 | 5 | 6 Ottobre 2018

Presidente: Giovanni Muriana

DISCORSO INAUGURALE DEL PRESIDENTE DEL 36° CONGRESSO NAZIONALE SICT MANTOVA 2018

Carissimo Presidente della Società Italiana di Chirurgia Toracica, carissimi Membri del Consiglio Direttivo, carissime Colleghe e Colleghi, Autorità, gentili Signore e Signori, a nome della Società Italiana di Chirurgia Toracica desidero porgervi il più cordiale saluto di benvenuto  ed il mio sincero ringraziamento, per essere oggi presenti così numerosi a questo nostro evento societario di Mantova 2018.

L’inaugurazione del 36° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Toracica, che coincide con il 70° anniversario dalla fondazione e l’inizio del  mio biennio di presidenza della Società, rappresenta per me un’ emozionante avventura.

E’ questo il motivo per cui ringrazio il Consiglio Direttivo, che ha assecondato la mia richiesta che il Congresso si svolgesse  in questa piccola Città di arte e cultura,  dove, in un villaggio poco distante, Andes, nacque il 15 ottobre del 70 a.c. il sommo  poeta latino Publio Virgilio Marone e dove ho avuto il privilegio di trascorrere gran parte della mia la vita  professionale.

L’ora è tarda e quindi mi devo necessariamente limitare, ma non posso esimermi dal rivolgere alcuni ringraziamenti.

Il primo riguarda questa Società, che ci ha accolti giovanissimi e ci ha fatti crescere negli anni, al fianco di tanti illustri maestri, fino a portarci oggi al grandissimo onore di organizzare a Mantova questo 36° Congresso Nazionale.

Come prima cosa sento il dovere di porgere un sincero omaggio ad una  delle figure più rappresentative  della nostra disciplina, il professor Costante Ricci, nostro Presidente Onorario, alla cui memoria abbiamo dedicato questo Congresso.

Permettetemi anche di ricordare una figura a me particolarmente cara, prematuramente scomparsa,  il dott. Andrea Schiavini, mio primo aiuto,  con il quale nel 2000, ho condiviso l’entusiasmante avventura  di avviare la Chirurgia Toracica a Mantova.

Non posso poi esimermi dal dedicare un pensiero ai Padri fondatori della nostra Società, i Prof.ri Abruzzini, Biancalana e Zandonini, che nel 1948 ebbero la lungimirante idea di fondare una società chirurgica specialistica, appunto la nostra Società, di cui oggi festeggiamo il 70° compleanno ed a quelli che successivamente hanno alimento questa Società. 

Un carissimo saluto porgo agli ultimi Past Presidents, il Prof. Guglielmo Monaco ed i componenti del Comitato dei Garanti della nostra Società, i Professori Franco Giampaglia,  Davide Dell’Amore e  Alfredo Mussi.

Ringrazio le Autorità presenti.

Grazie alle Colleghe ed ai Colleghi  che generosamente hanno accettato di condividere  quest’iniziativa e che porteranno la loro esperienza e conoscenza nelle sessioni e nelle conferenze di questi tre giorni.

Permettetemi poi  di ringraziare una persona a me cara, il prof. Maurizio Fontanili, primario emerito della Chirurgia di Mantova, che mi ha accolto in anni lontani nella sua struttura ed ha facilitato il mio percorso Professionale

Devo peraltro ringraziare tutti gli Sponsor che ci hanno aiutato a realizzare questo Congresso , sia dal punto di vista economico che organizzativo.

In ultimo un grande grazie a tutto lo staff della Chirurgia Toracica di Mantova,  qui presenti numerosissimi,   e allo staff della Zerosei Congressi, in particolare a Francesca Cocquio e a Elisa Bezzi, che ormai da molti anni seguono la nostra Società, i nostri eventi e i nostri capricci, con pazienza, competenza, e affetto.

E siccome per ultimi si ringraziano i più vicini, permettetemi  di ringraziare di cuore la mia famiglia che mi ha sorretto e soprattutto sopportato nel corso di questi mesi.

Tornando  al Congresso.

In piena sintonia con il Consiglio Direttivo, come è ormai consuetudine della nostra Società,  ho voluto che queste giornate si svolgessero all’insegna della sobrietà,  concentrati esclusivamente sull’aspetto scientifico.

Organizzare oggi un congresso non è assolutamente facile: la situazione economica in cui versa il nostro paese è nota a tutti e ben si comprende la grande difficoltà che si incontra nel riuscire a reperire i fondi.

Ringrazio quindi particolarmente le colleghe e  i colleghi che giungono da lontano e che si fanno carico dei loro spostamenti.

I topics che abbiamo scelto riguardano gli argomenti più impegnativi della nostra attività di chirurgia toracica.

Il programma scientifico di questo congresso ritengo sia molto stimolante e nello specifico, accanto a tematiche di recente ma consolidata tradizione, approfondirà argomenti innovativi, che necessitano di una puntuale disamina alla luce delle novità attualmente presenti; la nostra è una specializzazione che in tempi brevi  ha fatto passi da gigante.

Il nostro dovere è camminare con lo stesso passo per non rimanere indietro.

Sono particolarmente orgoglioso del numero e della qualità dei lavori scientifici e delle relazioni che andremo ad ascoltare.

Sono certo quindi che il congresso offrirà validi spunti di discussione e sono sicuro che ciascuno dei partecipanti potrà tornare a casa arricchito.

Con mio grande compiacimento ho registrato che,  anche quest’anno, è altissima la qualità dei contributi scientifici, desumibile già dal programma dei lavori.

In linea con le nostre ormai consolidate tradizioni, autorevoli Commissioni, che ringrazio per l’impegno prestato, hanno selezionato rigorosamente i contributi inviati in modo anonimo, ed è confortante constatare che molti dei lavori proposti per la valutazione, ed accettati per la presentazione, sono frutto dell’impegno dei nostri più giovani Soci e spesso anche dei nostri specializzandi. Anche quest’anno, a sottolineare il nostro apprezzamento per il lavoro e l’impegno di tanti Colleghi, abbiamo mantenuta viva la tradizione di premiare in modo tangibile la migliore presentazione di ogni sessione.

Per migliorare ancora di più il rapporto con i nostri giovani chirurghi abbiamo voluto una sessione  congiunta SICT-SIPGC

Il  congresso nazionale rappresenta sempre un momento di confronto e di riflessione condivisa che ha per obiettivo il continuo miglioramento delle nostre attività scientifiche, assistenziali, organizzative e didattiche.

L’obiettivo è quello di promuovere la modernizzazione della Società che deve puntare di più alla comunicazione sociale e far sentire la voce del chirurgo toracico in ogni occasione.

Dobbiamo aprirci sempre di più all’Europa, con collaborazione attiva con altre società scientifiche europee e farci conoscere e apprezzare anche all’estero. Per questo, con il Consiglio Direttivo, abbiamo voluto ancora una sessione congiunta con l’ESTS.

In tale ottica nei recenti anni passati, grazie alla lungimiranza dei nostri Presidenti, abbiamo avviato un ambizioso  progetto per l’accreditamento professionale  delle strutture di chirurgia toracica .

Modernizzazione significa che dobbiamo supportare il percorso di accreditamento. Anche questo punto credo che sia assolutamente ineludibile oggi,  oltre a rappresentare uno strumento indispensabile per stimolare il nostro continuo miglioramento.

I nuovi modelli organizzativi si baseranno, quindi, sul possesso di requisiti specifici abilitanti al trattamento di patologie ad alta complessità o di pazienti particolarmente complessi.Noi oggi abbiamo l’obbligo di doverci confrontare con queste realtà e darci delle regole.

Oggi c’è bisogno di ricostruire un sistema valoriale, educativo, culturale, un sistema in cui la parola benessere non sia  una parola che ha a che vedere soltanto con i valori economici, ma anche e soprattutto con un’idea di società”.

Una Società scientifica ben funzionante e rappresentativa della comunità di riferimento è anche una ricchezza, finora purtroppo raramente sfruttata, per le Istituzioni e per il Legislatore.

Ebbene, senza timore di essere smentiti, abbiamo la presunzione di essere una Società che, dal punto di vista statutario e della trasparenza amministrativa e dal punto di vista della qualità scientifica e professionale dei Soci, ha tutte le carte in regola per affiancare le Istituzioni e il Legislatore nei grandi cambiamenti culturali e organizzativi del mondo della Sanità.

E ‘ stato svolto un importante lavoro di adeguamento del nostro statuto societario ed è stata perfezionata la domanda di accreditamento della Società e l’iscrizione al SNLG presso il Ministero e l’Istituto Superiore  di Sanità come previsto dalla Legge 24 del 2017  e dal  decreto del Ministro della Salute del 27 febbraio 2018.

L’ultima riflessione è dedicata alle Aziende che da sempre offrono un costante supporto alle iniziative societarie e che con competenza curano assiduamente il nostro aggiornamento sulle tecnologie più avanzate.

Gli eventi scientifici che annualmente vengono proposti dai nostri Soci, che quasi sempre richiedono il supporto degli sponsor, sono segno di un vivace fermento culturale e di una ineludibile esigenza di formazione, ma al tempo stesso richiedono un impiego di risorse oggi difficilmente  sostenibile.

La Società ha il dovere di regolare le attività per cui viene richiesta la sua egida o il suo patrocinio, mantenendo inalterata la dovuta attenzione alle esigenze di formazione fortemente sentite dalle varie Sedi, favorendo quando possibile l’utilizzo di quegli strumenti di formazione a distanza che possono, almeno in parte, sostituire i più impegnativi eventi in presenza.

Vorrei infine invitare le Aziende ad unire i loro sforzi ai nostri per aiutare concretamente la ricerca. Offriamo pertanto in modo disinteressato e trasparente la massima disponibilità ad essere coinvolti sempre di più nella fase di ideazione, elaborazione e sperimentazione di nuovi prodotti, dispositivi e modelli organizzativi: abbiamo da mettere a disposizione le nostre competenze, la nostra esperienza e la nostra grande fantasia creativa.

Mentre mi accingo ad iniziare il biennio di Presidenza della Società, voglio ribadire pubblicamente che è mia intenzione garantire continuità a tutte le iniziative intraprese da chi mi ha preceduto, a cominciare dal processo di razionalizzazione che ha riportato all’interno della Società quei gruppi di studio e di lavoro che svolgevano in autonomia le proprie attività. Mi riferisco al VATS Group, al Registro Clinico Italiano delle Metastasi Polmonari, al Gruppo di Studio Nazionale sulle Neoplasie Rare del Polmone e ai neonato Gruppi di lavoro sul Nodulo Polmonare Solitario e sul Pneumotorace Spontaneo.

Un importante impulso vorrei dare all’ISMIT, la Scuola di Chirurgia Mininvasiva della nostra Società che, grazie all’impegno di Guglielmo Monaco, ha avviato il primo corso  con 8 iscritti.

Consentitemi infine un doveroso pensiero per i Presidenti che mi hanno preceduto

Ho avuto  il privilegio di collaborare con grandi Presidenti: Li ringrazio per come hanno fatto crescere la nostra Società e spero di essere in grado di trarre dal loro esempio gli insegnamenti necessari a non demeritare nell’assunzione di questa prestigiosa carica.

Mi avvio alle conclusioni. Con questo discorso di insediamento forse ho deluso qualcuno e preoccupato qualcun’altro.

Le esperienze fatte negli ultimi anni mi hanno però insegnato che è vantaggioso ascoltare, che non ci devono essere pregiudizi ma che alla fine occorre prendere decisioni.

Come vostro Presidente per il prossimo biennio, mi piacerebbe vedere la nostra Società scientifica estendere i suoi orizzonti.

Per farlo potremmo trovarci a dover superare concetti ormai sorpassati per adottarne di nuovi. Questo può farci solo bene, in un mondo in continua evoluzione, a patto che non ci allontaniamo dai principi base e dai valori che hanno ispirato la nostra storia.

Da questa società scientifica ognuno di noi può trarre benefici, in termini di idee, di arricchimento personale e anche di amicizia; credo che nessuno di noi possa dire di non avere bisogno di nuovi amici e colleghi con cui confrontarsi in un mondo scientifico sempre più legato ai network, alle reti.

Ne sanno qualcosa i nostri giovani, su cui dobbiamo investire per assicurare un futuro alla nostra Società Scientifica: abbiamo talenti e punti di forza.

La nostra società scientifica siamo noi, né più, né meno. Se funzionerà bene è perché noi la faremo andar bene. Da parte mia mi sento di promettere che darò sempre il massimo e seguirò lo straordinario esempio dei Presidenti che mi hanno preceduto in questo incarico. So che grazie al vostro impegno la nostra Società sarà rispettata ed ascoltata e sarà un punto di riferimento nella comunità scientifica italiana per i temi attualissimi  della sanità.

Finisco ringraziando  ancora voi tutti della vostra presenza. Spero che vorrete apprezzare i nostri sforzi e contemporaneamente perdonare le manchevolezze, che verranno a galla inevitabilmente, e la sobrietà degli eventi collaterali, imposta dalla particolare contingenza economica che stiamo vivendo.

Confido però che Mantova con il suo fascino, le sue bellezze, le sue opportunità e le sue atmosfere accattivanti,   sia come sempre dalla nostra parte e, continui, ancora una volta, a darci una mano determinante.

Grazie

Giovanni Muriana

 

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